neve o non neve, non ci si ferma mai....o no'
la prof che non vi molla.
http://www.iger.org/2012/02/07/note-non-professionali-e-dilettantesche-sulla-mostra-%E2%80%9Cda-vermeer-a-kandinsky%E2%80%9D-a-rimini-in-un-pomeriggio-di-neve/#more-9612
domenica 5 febbraio 2012
maestri venerabili

la nostra amica Wislawa si è trasferita...ci preoccupiamo sempre un pò quando uno dei nostri si trasferisce..temiamo di perdere i contatti, di diventare estranei; ma Lei, che forse è voluta tornare più vicino ai suoi platani sul fiume Warta, non la perderemo di vista, basterà aprire una delle sue poesie o ricordare i nostri laboratori di scrittura..arrivederci, Wi!
domenica 22 gennaio 2012
giornata della memoria.Gianni Mura scrive di sport...
Gianni Mura scrive di sport..e non solo, è uno dei grandi giornalisti italiani.
Questo pezzo è uscito oggi su repubblica sport.
" Altra buona notizia: domani si discute in Comune, a Milano, una mozione per ricordare Arpad Weisz, vittima delle leggi razziali. Inter e Milan hanno già detto di sì, e nessun capogruppo è contrario. Quindi venerdì 27 gennaio, Giornata della memoria, una lapide sarà murata a San Siro. A Bologna la lapide c’è dallo stesso giorno del 2009. Non sempre il ricordo viaggia alla stessa velocità e sul ritardo di Milano un paio di cose si potrebbero dire, ma forse non è il caso. Quello che conta è che Weisz finalmente sia ricordato come merita. A narrare tutta la storia, con la sua conclusione tragica, è stato Matteo Marani in un libro del 2007, “Dallo scudetto ad Auschwitz” (ed. Aliberti), che ho piacere di consigliare, quando vado nelle scuole. Weisz era un buon giocatore, ala sinistra nell’Olimpica ungherese. Viene in Italia tesserato dal Padova, poi passa all’Inter ma un infortunio al ginocchio lo porta in panchina. E’ lui a lanciare in prima squadra Meazza, che ha 17 anni, e farlo allenare palleggiando contro un muro per migliorare la sensibilità di entrambi i piedi. Weisz, che con l’Inter vince lo scudetto nel’30, era stato a studiare il calcio in Sudamerica, un suo libro sul calcio ha la prefazione di Vittorio Pozzo. E’ Weisz a portare in Italia il sistema di Chapman, a inaugurare i ritiri in località termali, a chiedere una squadra di giardinieri per il prato del Littoriale, ad allenarsi coi giocatori in maglietta e braghe corte, mentre Carcano, artefice del famoso quinquennio juventino, è sempre in giacca e cravatta. Weisz passa al Bologna e vince due scudetti consecutivi. “Il mago” lo chiama Calcio illustrato. E’ il Bologna “che tremare il mondo fa”, che umilia il Chelsea (4-1). Il mondo tremerà per il nazifascismo. Dopo un 2-0 alla Lazio, fine ottobre del ’38, il Bologna licenzia Weisz che cerca di uscire dal cerchio che si stringe. Prima la Francia, poi l’Olanda, a Dordrecht. Allena una squadra semidilettantistica che batte il grande Feyenoord. Dal settembre ’41 i tedeschi stabiliscono che agli ebrei è vietato andare allo stadio, a scuola, sui mezzi pubblici, entrare in bar, ristoranti e negozi. Weisz, la moglie Elena, i figli Roberto e Clara, 12 e 8 anni, sono prelevati dal campo di Westerbork, lo stesso di Anna Frank, e caricati (pagando il biglietto, s’intende) sui treni per i campi di concentramento il 2 ottobre 1942. Arpad può lavorare, moglie e figli entrano il 5 ottobre nella camera a gas . Poi, è Auschwitz anche per lui. La sopravvivenza nei lager era in media di quattro mesi, Weisz arriva a sedici. Muore il 31 gennaio ’44. Mi piacerebbe che per uno sportivo di così tragica grandezza si istituisse un trofeo, e Bologna e Inter se lo giocassero ogni anno, alternando i campi. Torno a buttarla lì, vediamo. Intanto abbiamo visto uno stadio, quello dell’Ajax, pieno di bambini per la ripetizione della gara di coppa con l’Az (che ha vinto 3-2). Bello, poco da dire. Se non che i bambini hanno spazio solo quando gli adulti non si comportano bene, vedi invasore ubriaco che cerca di aggredire il portiere dell’Az. E intanto da ieri si possono vedere le partite della Coppa d’Africa, che non sembrano interessare granché a giornali e tv. Ma non era il calcio del futuro? Non sarebbe interessante scoprire il Niger, che ha eliminato l’Egitto vincitore delle ultime tre edizioni? Il Niger s’è pagato viaggio e soggiorno grazie a una colletta su scala nazionale. Prime notizie dalla Guinea Equatoriale. Lo Zambia (per cui tifo senza illusioni) ha lasciato l’albergo di Mata per due motivi: non c’era acqua corrente nelle camere e in cucina c’erano topi, loro sì correnti."
Questo pezzo è uscito oggi su repubblica sport.
" Altra buona notizia: domani si discute in Comune, a Milano, una mozione per ricordare Arpad Weisz, vittima delle leggi razziali. Inter e Milan hanno già detto di sì, e nessun capogruppo è contrario. Quindi venerdì 27 gennaio, Giornata della memoria, una lapide sarà murata a San Siro. A Bologna la lapide c’è dallo stesso giorno del 2009. Non sempre il ricordo viaggia alla stessa velocità e sul ritardo di Milano un paio di cose si potrebbero dire, ma forse non è il caso. Quello che conta è che Weisz finalmente sia ricordato come merita. A narrare tutta la storia, con la sua conclusione tragica, è stato Matteo Marani in un libro del 2007, “Dallo scudetto ad Auschwitz” (ed. Aliberti), che ho piacere di consigliare, quando vado nelle scuole. Weisz era un buon giocatore, ala sinistra nell’Olimpica ungherese. Viene in Italia tesserato dal Padova, poi passa all’Inter ma un infortunio al ginocchio lo porta in panchina. E’ lui a lanciare in prima squadra Meazza, che ha 17 anni, e farlo allenare palleggiando contro un muro per migliorare la sensibilità di entrambi i piedi. Weisz, che con l’Inter vince lo scudetto nel’30, era stato a studiare il calcio in Sudamerica, un suo libro sul calcio ha la prefazione di Vittorio Pozzo. E’ Weisz a portare in Italia il sistema di Chapman, a inaugurare i ritiri in località termali, a chiedere una squadra di giardinieri per il prato del Littoriale, ad allenarsi coi giocatori in maglietta e braghe corte, mentre Carcano, artefice del famoso quinquennio juventino, è sempre in giacca e cravatta. Weisz passa al Bologna e vince due scudetti consecutivi. “Il mago” lo chiama Calcio illustrato. E’ il Bologna “che tremare il mondo fa”, che umilia il Chelsea (4-1). Il mondo tremerà per il nazifascismo. Dopo un 2-0 alla Lazio, fine ottobre del ’38, il Bologna licenzia Weisz che cerca di uscire dal cerchio che si stringe. Prima la Francia, poi l’Olanda, a Dordrecht. Allena una squadra semidilettantistica che batte il grande Feyenoord. Dal settembre ’41 i tedeschi stabiliscono che agli ebrei è vietato andare allo stadio, a scuola, sui mezzi pubblici, entrare in bar, ristoranti e negozi. Weisz, la moglie Elena, i figli Roberto e Clara, 12 e 8 anni, sono prelevati dal campo di Westerbork, lo stesso di Anna Frank, e caricati (pagando il biglietto, s’intende) sui treni per i campi di concentramento il 2 ottobre 1942. Arpad può lavorare, moglie e figli entrano il 5 ottobre nella camera a gas . Poi, è Auschwitz anche per lui. La sopravvivenza nei lager era in media di quattro mesi, Weisz arriva a sedici. Muore il 31 gennaio ’44. Mi piacerebbe che per uno sportivo di così tragica grandezza si istituisse un trofeo, e Bologna e Inter se lo giocassero ogni anno, alternando i campi. Torno a buttarla lì, vediamo. Intanto abbiamo visto uno stadio, quello dell’Ajax, pieno di bambini per la ripetizione della gara di coppa con l’Az (che ha vinto 3-2). Bello, poco da dire. Se non che i bambini hanno spazio solo quando gli adulti non si comportano bene, vedi invasore ubriaco che cerca di aggredire il portiere dell’Az. E intanto da ieri si possono vedere le partite della Coppa d’Africa, che non sembrano interessare granché a giornali e tv. Ma non era il calcio del futuro? Non sarebbe interessante scoprire il Niger, che ha eliminato l’Egitto vincitore delle ultime tre edizioni? Il Niger s’è pagato viaggio e soggiorno grazie a una colletta su scala nazionale. Prime notizie dalla Guinea Equatoriale. Lo Zambia (per cui tifo senza illusioni) ha lasciato l’albergo di Mata per due motivi: non c’era acqua corrente nelle camere e in cucina c’erano topi, loro sì correnti."
martedì 17 gennaio 2012
salute e bellezza..

nel blog della seconda ho mezzo un pezzo del Time di questa settimana fatto apposta per voi, lupacchiotti narcisisti, sempre in bilico tra il capello lungo e metallaro e le creste punk, gli sguardi bui new romantic ed i collettini bon ton..strappatevi dal divano e leggetelo.
la vostra beauty coach, che non vi molla
martedì 10 gennaio 2012
LOCANDINA
Questa è la locandina senza immagini...
Casa Carducci e la Nuova Bottega dell’Elefante
sono liete di invitarvi al corso in tre tappe
Мήтηρ, mater, madre, mère
figure materne nella letteratura
Giovedì 9 febbraio: Мήтηρ / Mater, a cura di Maria Rosa Pantè
Giovedì 16 febbraio: Madre, a cura di Magda Indiveri
Giovedì 23 febbraio: Mère, a cura di Rita Chiappini, Rachele Vespignani e Vincenzo Aulizio
Casa Carducci (piazza Carducci, 5)
ore 17-18.30
fuori programma, per finire:
Margaret Collina legge da Medea di Euripide
giovedì, 1 marzo, Casa Carducci, ore 21
Per il corso iscrizione a info@lanuovabottegadellelefante.it
A richiesta sarà rilasciato attestato di partecipazione
Ingresso libero e gratuito per il recital fino ad esaurimento posti
Casa Carducci e la Nuova Bottega dell’Elefante
sono liete di invitarvi al corso in tre tappe
Мήтηρ, mater, madre, mère
figure materne nella letteratura
Giovedì 9 febbraio: Мήтηρ / Mater, a cura di Maria Rosa Pantè
Giovedì 16 febbraio: Madre, a cura di Magda Indiveri
Giovedì 23 febbraio: Mère, a cura di Rita Chiappini, Rachele Vespignani e Vincenzo Aulizio
Casa Carducci (piazza Carducci, 5)
ore 17-18.30
fuori programma, per finire:
Margaret Collina legge da Medea di Euripide
giovedì, 1 marzo, Casa Carducci, ore 21
Per il corso iscrizione a info@lanuovabottegadellelefante.it
A richiesta sarà rilasciato attestato di partecipazione
Ingresso libero e gratuito per il recital fino ad esaurimento posti
domenica 1 gennaio 2012
lettere..di auguri..
vi ricordate quando parlavamo di facebook, delle cautele da usare, delle conseguenze da valutare?
leggete questo pezzo di Rampini , uscito su Repubblica sabato 31/11, e vi ci ritroverete:
http://dirittiglobali.it/index.php?view=article&catid=32:informazione-a-comunicazione&id=25515:laimpero-dei-social-network&format=pdf&ml=2&mlt=yoo_explorer&tmpl=component
intanto
cominciate benissimo un nuovo , bellissimo anno pieno di opportunità!
la prof che non vi molla
leggete questo pezzo di Rampini , uscito su Repubblica sabato 31/11, e vi ci ritroverete:
http://dirittiglobali.it/index.php?view=article&catid=32:informazione-a-comunicazione&id=25515:laimpero-dei-social-network&format=pdf&ml=2&mlt=yoo_explorer&tmpl=component
intanto
cominciate benissimo un nuovo , bellissimo anno pieno di opportunità!
la prof che non vi molla
martedì 27 dicembre 2011
maestri venerabili
Lui è un nostro amico, e un maestro venerabile, anche se ancora vivo...
andate in fondo a questa pagina di Repubblica e trovate un pezzo di le Goff.
http://download.repubblica.it/pdf/diario/2011/22122011.pdf
la prof che non vi molla
andate in fondo a questa pagina di Repubblica e trovate un pezzo di le Goff.
http://download.repubblica.it/pdf/diario/2011/22122011.pdf
la prof che non vi molla
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